Centovetrine puntata del 27 aprile 2012 – riassunto

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Sorpresa di trovarsi di fronte la madre di Adriano, Carol la vorrebbe scacciare: non ha nessuna intenzione di parlare dell’amante scomparso con la donna che tanto lo ha fatto soffrire. Alla Grimani non interessa il dolore che anche la Navarro sta provando in quel momento, né tantomeno ha intenzione di piangere assieme a lei Adriano. Prima di andarsene Donatella la invita a non trasformarsi in una persona peggiore di quanto lei stessa sia stata.

In una e-mail indirizzata a Lavinia, Carol la invita a restare a Parigi, perché sa che la figlia sarà presente, nel momento della commemorazione di Riva, con il proprio cuore. La Grimani è determinata a non voler più parlare di Adriano, vuole guardare avanti e riprendere il lavoro con nuova energia. Proprio per questo rifiuta la proposta di Ettore di  proclamare una giornata di lutto nel centro commerciale.

Silenziosamente Diana ha consumato la cena in compagnia di Ivan, e per questo l’uomo si preoccupa: la trovo troppo distratta. Dopo averle posto una domanda, Ivan si risponde da solo: la convivente ha troppi brutti ricordi che ancora non riesce ad accantonare. Perché non recarsi in vacanza qualche giorno per farla distrarre? Ma Diana ribadisce che sta bene con lui, in qualsiasi posto si trovino, anche se gli occhi, mentre lo abbracciano, dimostrano il contrario.

E sicuramente la figlia di Ettore sta pensando a lui, a Jacopo, che a bordo della sua barca riceve una inaspettata visita: l’avvocato Kobe. Il legale lo informa di rappresentare una società che detiene una parte delle azioni del gruppo Ferri, ed è lì perché vuole aiutare Castelli a riprendere il posto dal quale Ettore lo ha cacciato. Ma a scacciare qualcuno, almeno per il momento, è proprio Jacopo e Kobe, sicuro di se stesso, lo invita a ripensarci lasciandogli il suo biglietto da visita.

Sono stati trovati dei mozziconi di sigaretta all’interno delle cantine di Serralunga, e la cosa meraviglia Brando in quanto i suoi operai hanno il divieto di fumare sul lavoro. E’ strano anche che dei sabotatori si siano comportati così ingenuamente. Infatti la polizia risale al dna di colui che ha appiccato il fuoco – già schedato dalle forze dell’ordine – che viene portato in commissariato e interrogato da Cecilia alla presenza di Brando e Serena.

Brando è impaziente di conoscere chi sia il mandante perché lui è certo – e lo aveva affermato poco prima alla Bassani – che dietro si nasconda Laura che lo odia. Se così fosse, lo aveva rassicurato Serena, la Beccaria diventerebbe inattendibile come testimone al processo per l’aggressione subita da Sebastian.

Quando l’interrogatorio giunge ad un punto morto, e la Castelli ordina di portarlo in cella, l’accusato accetta di dire la verità: è stato Brando a ordinargli di appiccare il fuoco alle cantine. Ma è davvero la verità? (A cura di Francis)

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