Centovetrine puntata del 10 maggio 2012 – riassunto

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Il “volo del calabrone” viene intercettato dal radar/Laura la quale, dopo averla bloccata nell’atto di spiccare il salto, la riaccompagna nella propria abitazione.

Qui Carol spiega alla sua nuova amica di aver sentito la voce di Adriano che la chiamava, e le è parso perciò naturale raggiungerlo. Ma come ha fatto la Beccaria a sapere dove si trovava? Semplice, l’ha seguita perché aveva intuito che la sofferenza che la donna aveva dentro di sé, e che non riusciva a esternizzare, avrebbe potuto spingerla a commettere un gesto inconsulto.

Però Laura non vuole lasciarla sola, e considerato che lei trascorrerà la notte al capezzale di Sebastian – non si sa mai che si svegli – la conduce a villa Ferri, dove invita il tycoon ad ospitarla. 

La nascita di un bambino è definita “lieto evento”, proprio perché dovrebbe portare la felicità. Ed è proprio grazie alla gravidanza che Diana ed Ettore finalmente si perdonano a vicenda. Ferri, però, felicissimo di diventare nonno, l’avrebbe perdonata comunque. Diana sa che la loro riconciliazione non sarà semplice, devono trovare la forza di superare la reciproca diffidenza, ma è fiduciosa.

Nuovamente respinto dalla Cancellieri, Jacopo osserva la scenetta familiare che si svolge sotto i suoi piedi: Ivan che premurosamente porta i sacchetti della spesa per evitare all’amante di fare sforzi. Sulla balconata del centro commerciale Castelli viene avvicinato dall’avvocato Kobe. Dopo aver ironizzato sulla scena che stava fissando Jacopo, l’uomo sobilla l’ingegnere: non è giunta per lui l’ora di riprendersi quello che era suo? E’ vero che la Circus possiede poche azioni della holding, ciò nonostante dietro alla società da lui rappresentata si nasconde un notevole potere. Anche questa volta, però, l’amante di una notte di Diana rifiuta la proposta. Ma forse avrà meno indecisioni ad accettarla quando saprà che Ivan ha chiesto a Diana di sposarlo.

Il consiglio di Cecilia di avvisarla se e quando Brando si metterà in contatto con lei non viene accettata da Serena. Lei è il suo avvocato e, al massimo, potrà consigliargli di costituirsi.

Le due sorelle si rinfacciano la reciproca fiducia che entrambe sentono tradita.

Damiano però, contrariamente a quanto si aspettava Cecilia, non interferirà nel lavoro della moglie. Non vuole litigare con lei. Bastano e avanzano quelle tra le due sorelle.

L’abitazione di Viola è sorvegliata dalla Polizia e il suo telefono sotto controllo. Se il latitante però non si farà vivo vorrà dire che è colpevole, Serena si sarà sbagliata sul suo conto, ma non vuole però arrendersi.

Brando in realtà non telefona a nessuno, ma si fa vivo. Salani attende la Castelli nell’abitazione nella quale vivevano e subito si giustifica: non è scappato perché colpevole ma solo per trovare le prove della sua innocenza. Se questo non lo fa la Polizia, è costretto a farlo lui. Solo con la verità in mano si costituirà. Viola è, come al solito, titubante e Brando, rattristato da questa ulteriore prova di scetticismo, le allunga il telefono: tanto vale che lo faccia arrestare subito. (A cura di Francis)

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